ForforaLe particolaritàNonostante si tratti di un inestetismo e non di una vera e propria patologia, gli stati forforosi, interessano un terzo della popolazione adulta. Sono un “disagio sociale” per la ineleganza della loro presenza sul cuoio capelluto e sugli abiti; e sono “disagi funzionali” per le sensazioni frequenti di prurito, addirittura di irritazione, che li accompagnano. La forfora si distribuisce più o meno uniformemente sul cuoio capelluto. L’esame al microscopio e le culture su mezzi specifici rivelano la presenza di microrganismi di origine principalmente fungina, in particolare un lievito: il Pityrosporum ovale (o Malassezia furfur). Si distinguono due grandi tipi di forfora: • la forfora secca o PITYRIASIS SIMPLEX, caratterizzata da squame secche, fini e grigie. Queste rimangono sulla capigliatura o cadono sugli abiti. • la forfora grassa o PITYRIASIS STEATOIDE, legata generalmente alla seborrea, è caratterizzata da squame grasse e larghe che aderiscono al cuoio capelluto. Questa forfora potrebbe essere associata a un maggior rischio di caduta dei capelli. Le causeIl Pityrosporum ovale, fungo lipofilo (ama il sebo), si sviluppa solitamente quando la secrezione di sebo aumenta, cioè a partire dalla pubertà. Questo sviluppo è accentuato da diversi fattori: fatica, inquinamento, indigestione… Questa proliferazione provoca una reazione del cuoio capelluto a livello dell’epidermide con un’accelerazione del turnover cellulare che passa da 21 giorni a 8 giorni. Ne risulta una desquamazione eccessiva e persistente del cuoio capelluto. In effetti, le cellule superficiali dell’epidermide non sono totalmente differenziate e il cemento intercellulare non ha il tempo di scomparire. Le cellule restano quindi aggregate e si distaccano a gruppi. Il derma è la sede dell’infiammazione. La reazione alla proliferazione del fungo è individuale, l’importanza della forfora è legata all’intensità di questa reazione (si parla di intolleranza della pelle ai suoi stessi microrganismi). La soluzione PHYTOAl fine di contrastare questo ciclo vizioso, Phyto lotta su tre fronti: • la forfora: azione sull’epidermide al fine di esfoliare la forfora e le cellule grazie ad attivi quali la Papaina o l’Acido Salicilico; • le irritazioni: azione sul derma con sostanze lenitive; • i lieviti: azione antisettica e antifungina con degli oli essenziali. |
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